Castel Sant'Angelo visto dall'altra sponda del Tevere, con il ponte in primo piano
Castel Sant'Angelo visto dall'altra sponda del Tevere, con il ponte in primo piano — foto: Colin W · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Visto da Ponte Sant'Angelo, il castello sembra un blocco unico. In realtà è un edificio-palinsesto: un tamburo cilindrico di epoca romana inglobato in una fortezza medievale, ricoperto da appartamenti rinascimentali e coronato da un angelo di bronzo settecentesco. Poche costruzioni raccontano così bene diciotto secoli di storia romana nello stesso volume di muratura.

Da tomba imperiale a fortezza dei papi

L'origine è funeraria: l'imperatore Adriano fece costruire qui il proprio mausoleo, completato dal successore Antonino Pio poco dopo la metà del II secolo. Era un basamento quadrato sormontato da un tamburo cilindrico coperto di terra e cipressi, destinato ad accogliere le urne degli imperatori.

Quando le difese della città vennero rafforzate, la Mole Adriana fu inglobata nel sistema murario e la sua funzione cambiò per sempre: da sepolcro a bastione avanzato a guardia del ponte. Nel Medioevo divenne rocca delle famiglie romane e poi dei pontefici, che ne fecero il proprio rifugio armato e, all'occorrenza, il proprio carcere.

Il nome attuale nasce da un episodio leggendario: durante una pestilenza, papa Gregorio Magno avrebbe visto l'arcangelo Michele rinfoderare la spada sulla sommità dell'edificio, segno della fine dell'epidemia. Da allora la statua dell'angelo corona il castello; quella attuale, in bronzo, è opera settecentesca di Pieter Verschaffelt, mentre la precedente versione marmorea è conservata in uno dei cortili interni.

Il Passetto di Borgo

Il corridore che collega il castello ai Palazzi Vaticani è la struttura più romanzesca del complesso: circa ottocento metri di camminamento sopraelevato ricavato nel muro di cinta, costruito nel Duecento e più volte rimaneggiato. Serviva a una cosa sola, permettere al papa di raggiungere la fortezza senza mettere piede in strada.

Fu usato davvero, e in circostanze drammatiche. Nel 1527, durante il Sacco di Roma, Clemente VII lo percorse mentre la città veniva devastata dalle truppe imperiali e si rifugiò nel castello, dove rimase assediato per mesi. Oggi il Passetto è visitabile solo attraverso percorsi specifici, attivati in determinati periodi: chi ci tiene deve informarsi in anticipo.

Dentro il castello: la rampa, la Sala Paolina, le prigioni

Il percorso di visita ricalca la logica costruttiva dell'edificio. Si comincia dalla rampa elicoidale di epoca romana, che saliva verso la cella funeraria, e si prosegue lungo la rampa diametrale fino al Cortile dell'Angelo, dove è esposta la statua marmorea sostituita nel Settecento.

Ai livelli superiori si aprono gli appartamenti papali rinascimentali, decorati per i pontefici che qui trovavano riparo. La Sala Paolina, affrescata a metà Cinquecento sotto la direzione di Perin del Vaga, è l'ambiente più spettacolare: finte architetture, inganni prospettici e porte dipinte che sembrano vere. Poco distanti si trovano le sale della biblioteca e del tesoro e, più in basso, i celebri ambienti di detenzione, dove furono rinchiusi personaggi storici e letterari, tra cui, secondo il racconto della sua autobiografia, Benvenuto Cellini.

Il complesso ospita oggi il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, con armi, arredi e dipinti che documentano la doppia natura militare e residenziale della costruzione.

La terrazza panoramica

La visita culmina sulla terrazza dell'Angelo, ai piedi della statua. Da lassù si vede la cupola di San Pietro da un'angolazione che nessun altro punto della città offre, il corso del Tevere con i suoi ponti, i tetti del centro storico e, nelle giornate limpide, le colline all'orizzonte.

È anche il luogo in cui Puccini ambienta l'atto finale della Tosca: chi conosce l'opera riconosce immediatamente il parapetto. Al tramonto la terrazza è particolarmente affollata, ed è facile capire perché.

Ponte Sant'Angelo e gli angeli del Bernini

Il ponte davanti al castello è antico quanto il mausoleo: fu costruito da Adriano come accesso monumentale alla propria tomba ed è ancora oggi in gran parte romano nelle arcate centrali. La veste che vediamo, però, è seicentesca.

Gian Lorenzo Bernini progettò per il parapetto dieci angeli, ciascuno con uno strumento della Passione: la colonna, la corona di spine, i chiodi, la croce, il sudario. Le sculture furono realizzate in gran parte dalla sua bottega; due statue scolpite di sua mano vennero giudicate troppo preziose per restare all'aperto e furono sostituite da copie, mentre gli originali sono conservati in una chiesa del centro. Attraversare il ponte a piedi, verso sera, resta uno degli esercizi più semplici e più efficaci per capire che cosa significhi davvero Roma barocca. Dalla zona Prati ci si arriva con una passeggiata lungo il Tevere.

Gli orari di apertura del castello e la disponibilità dei percorsi speciali, come quello del Passetto di Borgo, variano nel corso dell'anno e alcuni ambienti possono essere chiusi per restauro. Conviene verificare sui canali ufficiali del museo prima di programmare la visita.

Una base a due passi dal Vaticano

85 metri quadri nella zona Prati, fino a 8 ospiti, a pochi minuti a piedi dai Musei Vaticani e dalla metro Cipro.